[...] Microsoft’s myopia: SharePoint is not Enterprise 2.0 or Social Networking [...]
I think the same arguments probably hold true if you compare the individual elements of SharePoint to any other point solution. There are better content management, search, business intelligence etc. tools available.
However, SharePoint is a platform solution rather than a point solution. If you want to get best of breed for each of the above then don’t buy SharePoint but expect to spend a significant amount of time and money integrating all your best of breed solutions together.
If you go the SharePoint route then expect to have to do custom development or add other third party products to it but you shouldn’t need to spend as much time stitching them all together.
[...] a recent post I stated that Microsofts sharepoint-is-not-enterprise-20-or-social-networking. Based on some [...]
40 Ans de rencontres 2009
”Les Rencontres Arles Photographie” Arles (Francia)
dal 7 luglio al 12 settembre 2009
In questo Festival Internazionale di Fotografia , ”Les Rencontres Arles Photographie” il principale interesse è la fotografia, sia digitale o analogica, o con differenti mezzi di espressione . Il mezzo più frequente per rappresentare le opere è sicuramente la carta, ma anche alluminio, cartone , forex , ecc , diverse le dimensioni e tecniche tra tante anche il “collage”, ma anche proiezioni video sia pubbliche che in luoghi privati , ambientate con musica di sottofondo. Oppure ritocchi in photoshop, trasformando un lavoro di fotografia in un’opera multidisciplinaria. Ma la cosa più interessante è la varietà delle tematiche ,abbordate da tanto diverse ottiche di nazionalità , possono trovarsi: Scene di vita urbana, sempre nell’urbanistica architetture di diversi luoghi del pianeta, la moda, i ritratti, i paesaggi , la vita di gruppo sociale ,scene di vita privata , paesaggi soleggiati, l’omosessualità, la prostituzione, la tossicodipendenza, la guerra in Europa e altrove nel mondo, la povertà nei sobborghi di New York, lo sport, la vita nei paesi africani, l’inquinamento, la politica, per menzionare alcuni, sono parte dei temi favoriti della fotografia contemporanea che oggigiorno circola nel mercato dell’arte e che, fraternità, l’uguaglianza e la libertà sembra siano i temi preferiti dai fotografi. La parte del Leone in questo festival lo fa sicuramente Nan Goldin , la quale presenta all’interno del Festival di Fotografia la sua ricerca artistica da sempre incentrata sul suo vissuto privato e su quello delle persone a lei più vicine.Una storia che passa dalla vita borghese di una famiglia bostoniana all’underground della New York degli anni 80, dove Nan formerà una nuova famiglia allargata composta da personaggi dalle esistenze difficili, ma lei preferisce immergersi in un’ambiente in cui la verità, per quanto dolorosa, scandalosa, viene mostrata anziché nascosta. Nelle sue foto le persone si mostrano per quello che sono con tutte le debolezze, i vizi, le sregolatezze. Condivide le sue esperienze più intime attraverso immagini spesso molto dure e dirette che ci mostrano la vita che tutti facciamo finta che non esista: malati terminali di aids, scene di violenza domestica o familiare , l’universo del travestimento, cliniche per la disintossicazione dalle droghe. La forte dimensione fisica-carnale delle immagini anche se molto esplicita, ci permette di entrare in contatto con la vita di queste persone, di sentirne quasi gli odori (sinestetico) , ma l’attenzione è rivolta a cogliere nei loro gesti, nei loro sguardi, nei loro amplessi, la natura del legame che li unisce. Molto interessante l’installazione e video immagini che propone all’interno di una chiesa gotica sconsacrata nel centro cittadino di Arles , un legame complesso fatto di luce e di ombra, di gioia,di morbosità e dipendenza che descrive l’amore nelle sue esperienze vissute nella sua vita d’artista e in quella familiare. Celebrato con 80 immagini (all’Eglise Sainte-Anne fino al 30 agosto) Willy Ronis è al centro di una restrospettiva che raccoglie gli scatti che più hanno segnato il suo percorso. Nato nel 1910 a Parigi . Interessante sono i lavori fotografici soprattutto le sue sequenze , del fotografo Duane Michals , così pure le foto dei grandi ritratti di Brian Griffin e di Yury Toroptsov , o quelle del fotografo Ken Damy a la Roquette e al Parc des Ateliers , ex capannoni deposito e di ristrutturazione delle vecchie ferrovie francesi , interessante complesso di architettura industriale dei primi novecento , spazio molto simile al nostro Arsenale veneziano. In questi spazi oltre alla fotografia , erano organizzate delle proiezioni fotografiche durante la notte “delle proiezioni” tra cui anche il video di Nan Goldin “the ballade of sexsual dependency” . Altra artista donna di particolare interesse è la giovane fotografa slovacca di grande talento Magda Stanova ,con le sue (Dan l’ombres de la photographie). Sempre negli spazi al Parc des Ateliers una particolare e provocatoria installazione del fotografo svizzero Renè Burì ,la sua installazione costringeva il publico a una visione delle sue fotografie (b.n.) , in un box nero e completamente al buio , quindi per visualizzare le opere ci si doveva improvvisare con fonti luminose , quali telefonini , pile , ecc. Nel nostro percorso di visita alle varie mostre nel centro della cittadina di Arles , si può ben capire perché Van Gogh abbia scelto di soggiornare in questi luoghi per così parecchio tempo , per questa particolare luce per la storicità di questa bellissima città (di fondazione romana) , che in questi ultimi quarant’anni ha concentrato un così splendido festival e una così alta presenza di artisti e di fotografi . Dal 7 di Luglio al 13 settembre, Arles ed i suoi abitanti si preparano per accogliere 66 esposizioni tra le sue strette strade, cinema, sale audiovisive, caffè, ristoranti, gallerie e centri culturali con cento artisti fotografi, galeristi, cineasti, curatori, critici e collezionisti, giornalisti , principalmente della Francia, ma anche di differenti parti del mondo , pronti a carpire documentazione di un così importante evento fotografico , tra questi anche il Gruppo Sinestetico (Albertin , Sassu , Scordo) che ha vissuto direttamente i primi sette giorni di inaugurazioni accreditati per Literary.
[...] In an post early may I wrote about some concerns of the use of SharePoint. 2 Months after the deployement within our company I still believe that SharePoint is not social or [...]
1 | Dan Keldsen
2009/05/06 at 16:23
Fred – Thanks for the link to our research and related free resources on SharePoint. Huge upswell of interest from clients both large and small on SharePoint. It’s certainly not the best choice for all situations, and it can be far more expensive than people have been (mis)led to believe – but I’ll be honest… I’ve been shocked at the scale of adoption and general satisfaction from a wide variety of clients.
There’s more to content management and collaboration than SharePoint, but particularly for Basic Content Services, there are worse places to start the journey.
Always curious to hear from anyone who has implemented SharePoint – any further warts or wins to be had, let’s surface the findings so others can benefit moving forward.
Cheers,
Dan Keldsen
Co-founder and Principal
Information Architected, Inc. (IAI)